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Palermo, i giocatori sottovalutati che fanno la differenza: Ceccaroni e Segre sono i veri pilastri


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Nel Palermo che sta cercando di ritrovare continuità e certezze, ci sono due giocatori che, più di altri, rappresentano stabilità, affidabilità e lavoro silenzioso: Pietro Ceccaroni e Jacopo Segre. Non sono i nomi che accendono i riflettori, non sono quelli che monopolizzano le discussioni sui social, ma sono spesso loro a garantire equilibrio e solidità quando il resto della squadra fatica a trovare la rotta.


Ceccaroni, la sicurezza che non fa rumore


Tra le poche costanti della stagione rosanero c’è la presenza di Pietro Ceccaroni.

Il difensore ligure ha saltato soltanto la gara contro lo Spezia per squalifica: per il resto, sempre in campo, sempre per novanta minuti. Una continuità che racconta meglio di qualsiasi altro dato la sua importanza nello scacchiere di Inzaghi.

Nel centrosinistra della difesa a tre è diventato un riferimento: letture pulite, duelli aerei puntuali, anticipo, gestione delle situazioni complicate con calma e personalità.

Ceccaroni non cerca giocate appariscenti; preferisce la pulizia dell’intervento, la scelta giusta, la posizione corretta. È quel tipo di giocatore che ti accorgi di quanto sia decisivo solo quando manca.

A questo si aggiunge il contributo in fase offensiva, un aspetto già visto nelle scorse stagioni: sovrapposizioni, capacità di accompagnare l’azione e presenza costante sui piazzati. Il gol ancora non è arrivato, ma è uno di quei difensori che sa crearsi la chance e che prima o poi trova la via della rete. E la sua storia a Palermo dimostra una cosa: spesso le gerarchie cambiano proprio dopo le soste.

È successo un anno fa, quando divenne titolare inamovibile al rientro dalla pausa di ottobre.

Un precedente che oggi può rappresentare un messaggio anche per chi sta inseguendo un posto, come Vasic.


Segre, il motore che non si spegne mai


Se Ceccaroni è il punto fermo della retroguardia, Jacopo Segre è il cuore pulsante del centrocampo. Contro il Pescara ha giocato una delle sue migliori partite in maglia rosanero: intensità, leadership, lettura delle situazioni e un gol. Inzaghi inizialmente aveva optato per soluzioni diverse, ma l’infortunio di Gomes gli ha restituito spazio e responsabilità. Segre ha risposto come fanno i giocatori veri: prendendo in mano la partita.

Il suo contributo va ben oltre la rete, infatti è stato il giocatore con più contrasti, quello che ha recuperato più palloni, quello che ha subito più falli.

Una presenza costante, un riferimento per compagni e allenatore in un centrocampo che ha bisogno di stabilità.

Con due gol in campionato è già vicino al bottino dell’annata precedente e le 16 reti complessive lo stanno avvicinando a Bombardini nella classifica dei mediani più prolifici del Palermo nel nuovo millennio.

Un traguardo simbolico, ma significativo di quanto il numero 8 stia crescendo e incidendo.


I due equilibri del Palermo


In un momento di incertezza generale, è dai giocatori come Ceccaroni e Segre che il Palermo sta traendo la forza per restare in corsa nelle prime posizioni.

Il primo dà sicurezza dietro, il secondo porta energia e verticalità in mezzo.

Sono i profili che non fanno notizia ma fanno punti, che non riempiono titoli ma riempiono il campo.

Per risalire, Inzaghi avrà bisogno anche delle giocate dei campioni, ma è sulle spalle dei “silenziosi” che sta poggiando buona parte della struttura rosanero.

La sfida contro l’Entella arriverà dopo una sosta che può restituire uomini chiave come Joronen, Bani e Gomes.

Ma una verità resta: questo Palermo vive — e continuerà a vivere — del lavoro invisibile dei suoi giocatori più sottovalutati.


Articolo firmato RosaneroHub



 
 
 

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