Palermo, una squadra costruita per vincere ma che non gira
- RosaneroHub

- 9 nov
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Il Palermo non è una squadra da rifondare, ma certamente una squadra che non sta rendendo secondo le aspettative. Gli investimenti estivi ci sono stati, la rosa è di valore, ma qualcosa si è inceppato. La classifica comincia a pesare e il rendimento, in particolare nelle ultime settimane, non è all’altezza di un gruppo costruito per stare ai vertici della Serie B.
Il caso Magnani e il vuoto lasciato in difesa
La cessione di Magnani, voluta dal giocatore per motivi familiari, è stata una scelta obbligata più che tecnica. La società ha rispettato la volontà del difensore, ma non è riuscita a sostituirlo con un profilo equivalente. L’arrivo di Bereszynski ha portato esperienza e professionalità, ma il polacco non ha le stesse caratteristiche fisiche e di solidità che garantiva Magnani. Quando mancano Bani, Ceccaroni o Peda, la retroguardia perde compattezza e sicurezza.
Fascia sinistra e attacco senza alternative
Sul lato mancino, Augello resta una certezza, ma è costretto a giocare sempre: la mancanza di un vero sostituto pesa nel lungo periodo. Davanti, il problema è evidente: manca velocità e fantasia. Non c’è un giocatore capace di saltare l’uomo, creare superiorità e cambiare il ritmo dell’azione. Pohjanpalo, isolato, riceve pochi palloni giocabili e fatica a incidere. E anche Brunori, lontano parente del bomber da 10-15 gol a stagione, vive un momento di smarrimento: un’incognita che pesa come un macigno.
Centrocampo in chiaroscuro
La mediana alterna sprazzi positivi e momenti di confusione. Ranocchia continua a non trovare la sua dimensione da regista, spesso impreciso e poco incisivo nella costruzione. Palumbo è un giocatore di qualità, ma probabilmente va ripensato nel ruolo: potrebbe essere più utile davanti alla difesa, dove le sue geometrie e la visione di gioco verrebbero esaltate. Segre, come sempre, si conferma affidabile e concreto, uno di quelli che “fa sempre il suo” e si fa trovare pronto quando serve. Gomes, invece, è ormai una certezza: per continuità, grinta e personalità è il vero punto di equilibrio di tutto il centrocampo.
Le certezze e chi sta crescendo
In un momento complesso, Joronen continua a essere tra i migliori: senza le sue parate, la classifica sarebbe peggiore. Augello resta uno dei leader silenziosi della squadra. E Pierozzi, con Inzaghi, sembra aver ritrovato fiducia e una posizione ideale in campo.
Una squadra che deve ritrovarsi
Il Palermo resta una squadra costruita con ambizioni e qualità, ma oggi appare lenta, prevedibile e fragile mentalmente.I valori individuali non bastano: serve compattezza, ritmo e una maggiore lucidità nelle scelte.Le basi per fare bene ci sono, ma è arrivato il momento di dimostrare che questa rosa può davvero competere per l’obiettivo Serie A.
✍️ Analisi originale RosaneroHub





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