RosaneroHub – Palermo, serve fantasia e coraggio: Inzaghi mette tutti sotto esame
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- 12 nov
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Il tecnico chiede risposte: due mesi per ritrovare identità e ambizione
Il Palermo è arrivato al bivio. Dopo un avvio promettente, la squadra di Filippo Inzaghi si è progressivamente spenta, perdendo ritmo e certezze.Il problema non è solo nei risultati — tre sconfitte nelle ultime quattro gare e un sesto posto che brucia — ma soprattutto nel gioco, dove mancano inventiva, fluidità e concretezza.
Fantasia smarrita
Come sottolineato da più parti, ai rosanero manca fantasia. Non basta correre o alzare l’intensità: il Palermo fatica a creare situazioni pulite, a sorprendere gli avversari, a cambiare ritmo. Serve più personalità, più coraggio nel tentare la giocata e nel muoversi senza palla. Le trame restano prevedibili, i passaggi filtranti si vedono di rado, e la freddezza sotto porta sembra ormai un ricordo.
Il dato che preoccupa di più? Sei partite su quattordici senza segnare, contando anche la Coppa Italia. Troppo poco per una squadra costruita con l’obiettivo di lottare per la promozione.
Il centrocampo sotto accusa
Gran parte delle difficoltà nascono in mezzo al campo. La mancanza di un regista puro penalizza la manovra: Palumbo non è ancora riuscito a imporsi con continuità, mentre Ranocchia alterna sprazzi di talento a passaggi a vuoto.
L’assenza di Gyasi, infortunatosi dopo un ottimo avvio, ha tolto equilibrio e corsa, spezzando un meccanismo che sembrava finalmente rodato. La sensazione è che al Palermo manchi un giocatore capace di accendere la manovra e strappare in velocità, profilo che non appartiene alle caratteristiche dell’attuale rosa.
Inzaghi scuote il gruppo
Il tecnico rosanero non ha nascosto la delusione, ma neppure ha cercato alibi. Il suo messaggio è chiaro: “Io e questi ragazzi dobbiamo meritarci questa maglia”.Un vero e proprio ultimatum, con tanto di scadenza: due mesi per dimostrare di essere all’altezza. Nessuno è escluso, reparto per reparto.
“Sbagliamo passaggi semplici, cose che a questo livello non sono accettabili — ha ammesso Inzaghi — ma la responsabilità è mia. Ora dobbiamo rimboccarci le maniche.”Parole che pesano, ma che vogliono ricompattare lo spogliatoio più che dividerlo. Chi non regge la pressione, dovrà farsi da parte: giocare per il Palermo dev’essere una gioia, non un peso.
Nessuna rivoluzione, ma risposte dall’interno
Nonostante le difficoltà, la società non intende stravolgere il progetto. Il Palermo ha già investito tanto in termini di acquisti, ingaggi e cessioni, e un nuovo ciclo di spese non è previsto a breve. La svolta, almeno per ora, dovrà arrivare dallo stesso gruppo: la dirigenza chiede compattezza e risultati, non rivoluzioni.
Ripartenza da Torretta
La squadra tornerà ad allenarsi al CFA di Torretta con un obiettivo preciso: ritrovare compattezza e fiducia. Pohjanpalo e Bereszynski saranno assenti per gli impegni con le nazionali, mentre Joronen, lasciato libero dalla Finlandia, si allenerà regolarmente in gruppo.
Inzaghi, da parte sua, vuole immediatamente un cambio di rotta. La distanza dai primi due posti non è ancora proibitiva, ma solo una squadra più lucida, più cattiva e più fantasiosa potrà rimettersi in corsa. Perché, in fondo, l’allenatore l’ha detto chiaramente:👉 “Chi vuole restare, deve meritarselo sul campo.”
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